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Permettere a tutti l'accesso al sacramento dell’ordine

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  Sarebbe forse una scelta troppo innovativa, troppo azzardata, eppure non avrebbe proprio niente di strano. Attualmente il canone 1024 recita:  "Solo un uomo battezzato può ricevere validamente la sacra ordinazione" . Questa dichiarazione   è diventata il paradigma non tanto della fedeltà alle origini della Chiesa, quanto della pesantezza anacronistica del patrimonio istituzionale, un vero ostacolo alla sinodalità effettiva del popolo di Dio, costituito da tutti membri di pari dignità (cf. LG 32).     Una struttura elitaria maschilista   Faccio proprio fatica a usare tutte le espressioni che terminano per “ista”, da maschilista a femminista, da populista a qualunquista: se qualcuna è proprio necessaria, come elettricista o piastrellista, qualcun’altra è davvero insopportabile, come fascista o nazista, perché evoca eventi storici di inaudita violenza. D’altra parte, dare oggi del fascista a un vigile a Roma (per fare un esempio) è ben diverso che dirlo a un...

Liberare i laici dal loro ruolo subordinato

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Oltrepasserebbe davvero ogni mia aspettativa s e la commissione sinodale per la riforma del codice di diritto canonico proponesse di modificare anche il secondo comma del canone 129, che recita:  "Nell'esercizio di questa potestà, i fedeli laici possono cooperare secondo il diritto".   Se oltre a eliminare il primo comma, come proponevo nel mio precedente articolo di questo blog, la commissione sostenesse la modifica del secondo paragrafo, per offrire anche ai laici la piena partecipazione all’esercizio della potestà di governo, sarebbe davvero il segno di una profonda riforma istituzionale. Segnerebbe la definitiva liberazione dei laici dal loro ruolo subordinato rispetto al clero. D’altra parte, comporterebbe l’assunzione da parte loro di una serie di iniziative: dal celebrare delle liturgie anche in assenza di un prete, al battezzare fratelli e sorelle su incarico della comunità, al riunirsi in assemblea per eleggere i propri consigli pastorali. Insomma, significherebb...

Eliminare il fondamento giuridico del clericalismo

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Quanto mi piacerebbe che la commissione sinodale per la riforma del codice di diritto canonico proponesse di abrogare il primo paragrafo del canone 129. Sì, perché tale decisione significherebbe la scomparsa del fondamento giuridico del clericalismo. Papa Francesco riteneva giustamente che il clericalismo sia una devianza interpretativa dell’autorità clericale, un “modo anomalo di intendere l’autorità nella Chiesa” (Lettera al popolo di Dio, n. 2); il problema è che questo “modo anomalo” è fondato a sua volta sull’interpretazione letterale di quel terribile primo paragrafo, che recita testualmente: “ Sono abili alla potestà di governo […] coloro che sono insigniti dell'ordine sacro” .   Un popolo di “insigniti”   Il vocabolario usato dal legislatore chiarisce subito i presupposti interpretativi del Codice: quando parla dei preti che hanno ricevuto il ministero ordinato, li definisce “insigniti”, in quanto elevati alla dignità sacerdotale; troviamo questo aggettivo in soli altr...