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Senza riforma canonica il Sinodo resta «lettera morta»

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  «Senza una traduzione canonica, tutto quello che è stato detto dall’inizio del processo sinodale, resterà lettera morta […] presto o tardi si dovrà rivedere il codice», così si esprimeva Alphonse Borras, professore emerito di diritto canonico all’Università di Lovanio, sulle pagine del quotidiano francese La Croix del 5 ottobre. Un’affermazione importante e nel contempo minacciosa: il pericolo che tutto il processo sinodale resti lettera morta esiste e incombe. Il giudizio è autorevole, perché Borras fa parte della commissione sinodale che lo scorso 22 settembre ha reso noto il suo lavoro di traduzione canonica delle proposte avanzate nel Documento finale (DF) del Sinodo sulla sinodalità. Questo importante documento, approvato il 26 ottobre 2024, era stato sottoscritto da papa Francesco un mese dopo, integrandolo direttamente nel magistero pontificio, secondo la costituzione apostolica Episcopalis communio (art. 18, § 1).   È interessante notare che sulle stesse pagi...