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Donne in Chiesa: resta intatto il “soffitto di cristallo”

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    “ La partecipazione delle donne alla vita e alla guida della Chiesa” è il titolo del quinto Gruppo di studio del Sinodo dei vescovi, che il 10 marzo scorso ha pubblicato il suo rapporto finale. Quanto alla partecipazione non ci sono dubbi: è ampia, forte e necessaria. Sulla guida invece le incertezze rimangono: la famosa espressione coniata alla fine degli anni Settanta sulle donne in carriera che, raggiunti certi livelli di direzione, non riescono a sfondare il soffitto di cristallo per accedere ai vertici dell’azienda, è ancora valida nella Chiesa cattolica. Il fatto è che in ambito ecclesiale alle donne non è concesso  neppure  di raggiungere “certi livelli” di responsabilità (salvo eccezioni): la guida rimane loro preclusa. D’altra parte, alla guida della Chiesa, neppure gli uomini laici o i religiosi non ordinati possono accedere, come sancisce il canone 129 (su cui mi sono già soffermato nel primo articolo di questo blog). Ma allora perché un gruppo di ...

Rivedere la formazione dei preti: un'utopia sinodale

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   Il 3 marzo scorso uno dei dieci Gruppi di studio del Sinodo ha pubblicato il proprio Rapporto finale. Si tratta del Gruppo n. 4, dedicato alla revisione della “ ratio fundamentalis institutions sacerdotalis ” in prospettiva sinodale missionaria.   Il testo integrale di questo articolo è disponibile sul sito dei Viandanti ( www.viandanti.org ).  Qui solo uno stralcio.     La “ratio” è un documento della congregazione per il clero (curia vaticana) che raccoglie i criteri fondamentali che guidano la formazione del clero nella chiesa cattolica. Il rapporto non poteva non attirare la mia attenzione e l’ho trovato piuttosto utopico. Diviso in due parti, una teologico-pastorale e l’altra operativa, con un’appendice, che raccoglie esempi concreti delle linee guide esposte nella seconda parte, e un corollario, che suggerisce un itinerario di realizzazione e monitoraggio delle proposte contenute nel rapporto. Dove sta l’aspetto utopico? In due...

Far diventare la comunità un vero soggetto giuridico

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    Il giorno in cui il codice riconoscesse alla comunità parrocchiale una vera soggettività giuridica farei proprio festa. In effetti, dopo aver dichiarato che la parrocchia è “una determinata comunità di fedeli” (can. 515), il codice dice, nello stesso canone, che quest’ultima “gode di personalità giuridica”, ma non dice cosa sia una “comunità”. Dopo averla annunciata, come chiave interpretativa della parrocchia, sembra costretto ad affermare al can. 518: " Di norma, la parrocchia sarà territoriale, cioè comprenderà tutti i fedeli di un dato territorio ". Così scompare la neonata comunità, per lasciare al centro dell’attenzione il concetto tradizionale di territorio, o porzione territoriale, come la definiva il codice precedente (quello del 1917) al can. 216. Se allora l’accento era posto sulla circoscrizione, dunque sul carattere giuridico-amministrativo dell’istituzione ecclesiastica, l’edizione successiva del codice non cambia affatto rotta, ma semplice...

Permettere a tutti l'accesso al sacramento dell’ordine

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  Sarebbe forse una scelta troppo innovativa, troppo azzardata, eppure non avrebbe proprio niente di strano. Attualmente il canone 1024 recita:  "Solo un uomo battezzato può ricevere validamente la sacra ordinazione" . Questa dichiarazione   è diventata il paradigma non tanto della fedeltà alle origini della Chiesa, quanto della pesantezza anacronistica del patrimonio istituzionale, un vero ostacolo alla sinodalità effettiva del popolo di Dio, costituito da tutti membri di pari dignità (cf. LG 32).     Una struttura elitaria maschilista   Faccio proprio fatica a usare tutte le espressioni che terminano per “ista”, da maschilista a femminista, da populista a qualunquista: se qualcuna è proprio necessaria, come elettricista o piastrellista, qualcun’altra è davvero insopportabile, come fascista o nazista, perché evoca eventi storici di inaudita violenza. D’altra parte, dare oggi del fascista a un vigile a Roma (per fare un esempio) è ben diverso che dirlo a un...

Liberare i laici dal loro ruolo subordinato

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Oltrepasserebbe davvero ogni mia aspettativa s e la commissione sinodale per la riforma del codice di diritto canonico proponesse di modificare anche il secondo comma del canone 129, che recita:  "Nell'esercizio di questa potestà, i fedeli laici possono cooperare secondo il diritto".   Se oltre a eliminare il primo comma, come proponevo nel mio precedente articolo di questo blog, la commissione sostenesse la modifica del secondo paragrafo, per offrire anche ai laici la piena partecipazione all’esercizio della potestà di governo, sarebbe davvero il segno di una profonda riforma istituzionale. Segnerebbe la definitiva liberazione dei laici dal loro ruolo subordinato rispetto al clero. D’altra parte, comporterebbe l’assunzione da parte loro di una serie di iniziative: dal celebrare delle liturgie anche in assenza di un prete, al battezzare fratelli e sorelle su incarico della comunità, al riunirsi in assemblea per eleggere i propri consigli pastorali. Insomma, significherebb...

Eliminare il fondamento giuridico del clericalismo

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Quanto mi piacerebbe che la commissione sinodale per la riforma del codice di diritto canonico proponesse di abrogare il primo paragrafo del canone 129. Sì, perché tale decisione significherebbe la scomparsa del fondamento giuridico del clericalismo. Papa Francesco riteneva giustamente che il clericalismo sia una devianza interpretativa dell’autorità clericale, un “modo anomalo di intendere l’autorità nella Chiesa” (Lettera al popolo di Dio, n. 2); il problema è che questo “modo anomalo” è fondato a sua volta sull’interpretazione letterale di quel terribile primo paragrafo, che recita testualmente: “ Sono abili alla potestà di governo […] coloro che sono insigniti dell'ordine sacro” .   Un popolo di “insigniti”   Il vocabolario usato dal legislatore chiarisce subito i presupposti interpretativi del Codice: quando parla dei preti che hanno ricevuto il ministero ordinato, li definisce “insigniti”, in quanto elevati alla dignità sacerdotale; troviamo questo aggettivo in soli altr...